I cinque finalisti della 31^ edizione

Venerdì 24 aprile 2026 è stata proclamata la Cinquina finalista del concorso Campiello Giovani 31^ edizione

Con crescendo rossiniano di Matteo D’Angelo, Arezzo, 21 anni

La particolarità di un racconto che parla di malattia, senza mai nominarla, che descrive la memoria perduta con la cifra degli affetti, della pazienza, della compassione, senza tempo e senza giudizio. Un lento e profondo movimento di vita per un nuovo stato della mente e della relazione, che evoca la forza della musica come capace di restituirne il mistero che non ci è dato comprendere. Il racconto descrive in maniera convincente l'offuscarsi della mente ammalata del protagonista, che rallenta le sue funzioni nel tempo presente, con un codice narrativo lineare ed intimo, scolpito nella memoria del suo passato, come una partitura rossiniana.
Un panopticon di Ofelia Fioretti, Vicenza, 18 anni

Partendo dal concetto e progetto elaborato da Jeremy Bentham nel suo Panopticon, di un controllo centralizzato della istituzione carceraria, il racconto accentua la metafora attraverso la figura del protagonista giunto alla prigione per lavorarvi come custode, cui è dato il nome significativo di Argo, sviluppandone con prosa elegante e narrazione sciolta il suo scivolamento da controllore a sua volta controllato, prigioniero tra i tanti.
Ricalcolo percorso di Matteo Ghisleri, Vercelli, 21 anni

Una famiglia parte in macchina per andare al funerale della nonna. A un certo punto il guidatore, per evitare uno scontro frontale con un’altra macchina, va fuori strada e l’auto si ribalta più volte su se stessa. Il navigatore continua a ripetere il mantra: ricalcolo percorso. L’evento accaduto turba gli animi di tutti e invita a un forte cambiamento, che però non avverrà. Un racconto di grande personalità che ci ricorda che la vita è la nostra occasione, e non dobbiamo perderla.
Il re di vetro di Vincenzo Carlo Savoca, Carini (PA), 18 anni

Giocato narrativamente su un lungo flashback memoriale il racconto ripercorre la vita di Carlo VI di Valois, re di Francia, dalla prima manifestazione della sua follia alla morte, strutturandola in una alternanza di narrazione in terza persona e momenti in cui la prima persona del re rende sempre più evidente lo scivolamento nella sua perdita di coscienza della realtà. Il tutto poggiante su una narrazione ben articolata, affidata a una scrittura còlta.
Conservare di Mattia Schifaudo, Palermo, 21 anni

Il racconto esplora, attraverso memorie di un'estate lontana, legami di spiritualità tra due amici di vecchia data - un prete e un notaio - uniti da un amore passato, quello per Teresa, che ha segnato la vita a entrambi. Con una scrittura corretta, meditativa e delicata, l'autore mostra la capacità di saper ben gestire il tema del "conservare" e di quanto ne deriva: la memoria, l'amore, il rimpianto.